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Blacklist ADM: cos'è, come funziona e come verificare i siti

La blacklist ADM è l'elenco ufficiale dei siti di gioco a distanza inibiti in Italia per assenza di concessione. Oltre 12.000 domini bloccati nel 2026, con nuovi aggiornamenti ogni settimana. Questa guida spiega cos'è, come funziona e come verificare se un sito è in blacklist.

Graziano Bellio
Autore Graziano Bellio Autore 1 — casinò / bonus
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La blacklist ADM è l’elenco ufficiale dei domini di gioco a distanza inibiti in Italia perché privi di concessione: in pratica, la lista nera dei siti che lo Stato ha deciso di oscurare. La gestisce e la aggiorna l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e per chi gioca non è un dettaglio tecnico riservato agli addetti ai lavori. Saper riconoscere un sito inibito è uno strumento di tutela concreto: se un dominio è in blacklist, giocarci significa restare senza alcuna protezione: fondi non garantiti, nessuna verifica dello Stato, nessun riferimento normativo italiano in caso di controversia. Il fenomeno, peraltro, ha dimensioni imponenti. I domini inibiti hanno superato quota 12.000 nel 2026 — erano circa 11.481 a settembre 2025 — e ogni settimana se ne aggiungono decine. In questa guida spieghiamo che cos’è la blacklist ADM, come funziona l’oscuramento dei siti illegali, chi è obbligato ad applicarla, come verificare se un sito è bloccato e come segnalarne uno sospetto.

Indice dei contenuti

Che cos’è la blacklist ADM dei domini illegali

La blacklist ADM è l’elenco ufficiale dei “Siti web inibiti – Giochi” pubblicato sul portale istituzionale adm.gov.it. Raccoglie i domini che offrono gioco a distanza — casinò, scommesse, bingo, poker — agli utenti italiani senza la concessione richiesta dalla legge. La base giuridica dell’inibizione è precisa: l’articolo 102, comma 1, del D.L. 14 agosto 2020 n. 104, convertito nella L. 13 ottobre 2020 n. 126. La norma nasce con un obiettivo dichiarato, contrastare truffe e illegalità nel gioco online, ed è oggi inquadrata in un sistema di regole più ampio, rafforzato dal D.Lgs 41/2024 sul riordino dei giochi pubblici e dalla disciplina antiriciclaggio del D.Lgs 231/2007.

Una precisazione utile sul lessico. “Blacklist”, “lista nera”, “siti inibiti”, “domini oscurati” e — per abitudine — “siti oscurati AAMS” indicano tutti la stessa cosa: l’elenco dei domini bloccati dall’ADM. Il termine inglese “blacklist” è il più diffuso online, ma il provvedimento amministrativo che lo origina si chiama, nel linguaggio dell’Agenzia, “inibizione dei siti di gioco non autorizzato”. Non è una classifica e non è una valutazione di qualità. È una linea netta tra ciò che è legale e ciò che non lo è.

Perché un sito finisce in blacklist

Il criterio è uno solo e non ammette sfumature: un dominio viene inibito quando offre gioco agli utenti italiani senza concessione ADM. Rientrano qui i cosiddetti “casinò non AAMS” e i siti con estensione .com privi di un titolo italiano valido, per quanto la loro grafica possa apparire curata o “internazionale”. L’assenza della concessione è sufficiente: non conta dove ha sede la società, né quale licenza estera esibisca. Se raccoglie gioco in Italia senza concessione, è illegale e finisce nell’elenco.

Come funziona: SOGEI, aggiornamento e oscuramento

La blacklist non è una lista statica compilata una volta e dimenticata. È un meccanismo in movimento continuo, gestito sul piano tecnologico anche grazie a SOGEI, la società informatica del Ministero dell’Economia. ADM emette il provvedimento di inibizione, lo pubblica sul proprio sito e lo trasmette agli Internet Service Provider, che devono procedere al blocco entro 15 giorni. L’aggiornamento è di fatto a cadenza pressoché giornaliera o settimanale: ogni provvedimento aggiunge decine di domini per volta. Nel tempo si sono visti elenchi da 23, 55, 69, 116, 129, 146 e perfino 177 nuovi siti in un singolo aggiornamento.

I numeri raccontano la portata del fenomeno meglio di qualsiasi descrizione. A settembre 2025 i domini inibiti dall’istituzione della blacklist erano circa 11.481; nel corso del 2026 la soglia delle 12.000 inibizioni è stata superata, con provvedimenti che fissano scadenze operative precise (un esempio: 146 nuovi siti da bloccare entro l’11 giugno 2026). Il provvedimento, peraltro, è reversibile: è già accaduto che l’accesso a un dominio venisse ripristinato dopo un’iniziale inibizione, come nel caso di polymarket.com. La blacklist, insomma, è uno strumento dinamico, non una condanna definitiva e immutabile.

Blocco DNS/IP applicato dagli ISP

Sul piano tecnico, gli ISP italiani applicano l’inibizione a livello di DNS e di IP. Chi tenta di aprire un sito bloccato non raggiunge la pagina di gioco, ma viene reindirizzato a una pagina istituzionale dell’ADM. In passato il reindirizzamento puntava all’indirizzo IP 217.175.53.72; dalle pubblicazioni di aprile 2026 conduce invece, in protocollo HTTPS, alla pagina https://sito-inibito-giochi.adm.gov.it. È proprio questo reindirizzamento il segnale più immediato che un dominio è in blacklist.

Chi è obbligato ad applicare la blacklist

L’inibizione non riguarda solo chi fornisce la connessione a internet. Nel quadro disegnato dal D.Lgs 41/2024 e dalla normativa antiriciclaggio, gli obblighi si estendono lungo l’intera catena che rende possibile il gioco illegale: l’accesso alla rete e i flussi di denaro. Bloccare l’uno senza intercettare l’altro lascerebbe aperta una porta. Per questo la responsabilità è condivisa tra soggetti diversi, ciascuno con un compito specifico.

Internet Service Provider (ISP)

Gli ISP sono il primo anello. Devono consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti e procedere al blocco dei domini entro 15 giorni dal provvedimento ADM. Sono loro a tradurre l’atto amministrativo in oscuramento effettivo, applicando il blocco DNS/IP e reindirizzando l’utente alla pagina istituzionale. Senza la loro azione, la blacklist resterebbe un elenco sulla carta.

PSP e banche

Il secondo anello è il sistema dei pagamenti. I prestatori di servizi di pagamento (PSP) e le banche italiane sono chiamati, nel quadro generale del D.Lgs 41/2024 e del D.Lgs 231/2007, a non agevolare le transazioni dirette verso i domini illegali e a presidiare i flussi sospetti. La disciplina antiriciclaggio prevede inoltre l’invio di segnalazioni di operazioni sospette (STR) all’UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. Va detto con onestà: la portata esatta dell’obbligo di rifiuto delle singole transazioni verso un dominio blacklistato va letta all’interno di questo quadro generale, e non come un automatismo riferito a un singolo articolo di legge. Il principio, però, è chiaro: colpire anche il denaro, non solo l’accesso.

Lo “scudo cybersecurity” 2025

Nel 2025 ADM e SOGEI hanno introdotto un ulteriore livello di difesa, uno “scudo informatico” anti-illegalità che va oltre il blocco lato provider. L’idea risponde a un problema concreto: il blocco applicato dal proprio operatore domestico non copre le reti che l’utente usa fuori casa. Lo scudo è pensato infatti per i dispositivi che accedono a reti Wi-Fi pubbliche — bar, biblioteche e altri luoghi aperti al pubblico — dove può bloccare automaticamente i siti di gioco illegale.

Il modello è di collaborazione. ADM e SOGEI forniscono la tecnologia e le linee guida; le strutture pubbliche e private che offrono la connessione curano l’installazione e la gestione del sistema sui propri apparati. L’obiettivo è chiudere uno degli spazi rimasti più scoperti, quello delle connessioni condivise, e rendere il blocco meno aggirabile semplicemente cambiando rete. È un’estensione logica della stessa filosofia che regge la blacklist: portare l’inibizione il più vicino possibile all’utente.

Come verificare se un sito è in blacklist

Questa è la parte più utile nella pratica quotidiana. Verificare se un dominio è inibito richiede meno di un minuto e dovrebbe precedere qualsiasi registrazione o deposito. Esistono due controlli complementari: la consultazione dell’elenco ufficiale e il riconoscimento dei segnali sul sito stesso. Vediamoli entrambi.

Consultare l’elenco ufficiale sul portale ADM

L’unica fonte che fa fede è la pagina “Siti web inibiti – Giochi” pubblicata su adm.gov.it. Online circolano molte liste “aggiornate” di siti bloccati o, all’opposto, di operatori autorizzati, ma sono spesso datate o imprecise. L’elenco ufficiale ADM è l’unico che riflette in tempo reale lo stato dei provvedimenti. Per la verifica conviene cercare direttamente il nome del dominio all’interno dell’elenco: se compare, il sito è inibito e non va utilizzato.

Riconoscere un sito inibito

Il secondo controllo è ancora più rapido. Se aprendo un dominio si viene reindirizzati alla pagina istituzionale dell’ADM (sito-inibito-giochi.adm.gov.it), il sito è in blacklist: non serve altra prova. In positivo, vale il segnale opposto. Un operatore legale espone nel footer il logo ADM e il numero di concessione, è riconducibile a una ragione sociale verificabile nell’elenco dei concessionari ed è di norma raggiungibile su un dominio .it. La tabella seguente riassume le differenze pratiche.

ElementoSito legale (concessione ADM)Sito in blacklist (inibito)
Accesso al dominioSi apre normalmenteReindirizzato a sito-inibito-giochi.adm.gov.it
Concessione ADMPresente, con numero nel footerAssente
Dominio tipicoEstensione .itSpesso .com o estensioni estere
Tutele per il giocatoreFondi protetti, KYC, RUA, gioco responsabileNessuna tutela ADM
Riferimento in caso di controversiaQuadro normativo italianoNessun riferimento italiano

Cosa rischia chi gioca su siti in blacklist

Su questo punto serve chiarezza, perché circolano molti timori infondati. Il giocatore non è il soggetto sanzionato penalmente: la legge colpisce chi organizza, esercita o raccoglie gioco a distanza senza concessione, punito ai sensi dell’articolo 4 della L. 401/1989 con la reclusione da 3 a 6 anni e una multa da 20.000 a 50.000 euro. Chi gioca, quindi, non rischia il carcere. Rischia però qualcosa di molto concreto: di restare completamente privo di tutele.

Giocare su un dominio inibito significa muoversi fuori dal perimetro protetto dallo Stato. I fondi depositati non sono garantiti, non esiste accesso al RUA (il Registro Unico degli Autoesclusi) né agli strumenti obbligatori di gioco responsabile, i prelievi possono essere ostacolati o negati senza alcun rimedio e, in caso di controversia, non c’è alcun riferimento normativo italiano a cui appellarsi. Aggirare il blocco con VPN, DNS alternativi o domini “mirror” non cambia nulla di tutto questo: il sito resta illegale, le tutele restano azzerate e si aggiunge un’ulteriore esposizione a truffe. La regola è semplice: aggirare l’inibizione non ripristina alcuna protezione, la rende solo più rischiosa.

Come segnalare un sito di gioco illegale all’ADM

La blacklist cresce anche grazie alle segnalazioni, e chiunque può contribuire. Se ci si imbatte in un sito che offre gioco senza concessione, lo si può segnalare direttamente all’ADM scrivendo all’indirizzo monopoli.segnalazionesiti@adm.gov.it oppure, via posta elettronica certificata, a siti.illegali.giochi@pec.adm.gov.it. Nella segnalazione conviene indicare il dominio esatto e, quando possibile, una breve descrizione di ciò che il sito offre.

La segnalazione non è un gesto a vuoto. Contribuisce all’attività di contrasto dell’Agenzia e all’aggiornamento dell’elenco dei siti inibiti, alimentando proprio quel meccanismo dinamico che tiene la blacklist al passo con i nuovi domini illegali. È il modo più diretto in cui un singolo utente può partecipare alla tutela collettiva del gioco legale.

Domande frequenti

Conclusione

La blacklist ADM è lo strumento con cui lo Stato italiano oscura i domini di gioco a distanza illegali, quelli che operano senza concessione e quindi senza alcuna garanzia per chi gioca. È un meccanismo dinamico — oltre 12.000 domini inibiti nel 2026, decine di nuovi blocchi a ogni aggiornamento, una catena di obblighi che coinvolge provider, banche e perfino le reti Wi-Fi pubbliche — pensato per restringere progressivamente lo spazio del gioco illegale. Per il giocatore, la lezione pratica è semplice: consultare l’elenco ufficiale su adm.gov.it e riconoscere un sito inibito dal reindirizzamento alla pagina istituzionale è il gesto più rapido ed efficace per proteggere i propri soldi e i propri dati. Ricordiamo infine che il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica: se senti che il gioco sta diventando un problema, per te o per una persona vicina, puoi chiedere aiuto in modo gratuito e anonimo al Numero Verde Nazionale (TVNGA) 800 558822 dell’Istituto Superiore di Sanità.